TAVOLA
BEVANDA:
Abbinamento ai cibi, dagli antipasti alla frutta
Antipasti di mare Vini bianchi leggeri e secchi
Antipasti di carni e legumi Vini rosati, secchi o
abboccati (es.: Chiaretto del Garda, Rosato del Salento).
Se conditi con salsette all'aceto o al limone: nessun vino
è consigliabile.
Ostriche e frutti di mare Vini bianchi molto secchi, ma di
corpo non eccessivo e piuttosto giovani
Brodi ristretti Vini rosati e rossi, abboccati (es.:
Bonarda, Barbarossa). Nessun vino se contengono
"fumetti" di grandi vini.
Minestre in brodo vini bianchi asciutti, o abboccati, o
amabili (es.: Tocai, Verduzzo); vini rosati (es.: Castel
del Monte, Cerasuolo)
Paste alimentari e risotti Il condimento condiziona il
servizio dei vini. Se a base di pesce: vini bianchi
secchi. Se a base di carni: rossi secchi e leggeri. Se a
base di cacciagione: rossi robusti.
Uova Vini bianchi asciutti, freschi (es.: Bianco secco
dell'Oltrepò)
Pesce Vini bianchi secchi di medio corpo (es.: Verdicchio)
Pesci fini Se preparati con semplici cotture (arrosto,
alla griglia): grandi bianchi secchi (es.: Corvo bianco,
Vernaccia). Se preparati con salse: vini bianchi abboccati
(es.: Orvieto).
Zuppa di pesce vini bianchi abboccati e vellutati (es.:
Albana)
Arrosti carni bianche vini rossi, morbidi e di medio corpo
(es.: Barbaresco, Ghemme, Carema)
Arrosto carni rosse Vini rossi, austeri e di buon corpo
(es.: Chianti classico).
Lesso e umido Vini rossi, generosi e giovani (es.:
Barbera)
Pollame Vini rossi leggeri, profumati e asciutti (es.:
Bardolino)
Cacciagione vini rossi, profumati e di pieno corpo (es.:
Brunello, Gattinara).
Selvaggina Vini rossi, di gran corpo, di forte gusto e
profumo (es.: Recioto, Amarone)
Fegato d'oca Se in conserva: spumanti secchi o dolci di
grande stoffa. Se fresco: vini rossi di buon corpo,
asciutti (es.: Barbaresco, Brunello, Fiorano)
Insalata nessun vino
Verdure vini determinati dalle vivande che le accompagnano
Formaggi In linea molto generale, sui formaggi freschi e
dolci: vini di medio corpo. Sui formaggi di pieno gusto:
vini secchi e asciutti, alcoolici, o spumanti secchi. Ma
ogni tipo di formaggio esige una particolare scelta.
Dolce Vini spumanti, dolci e amabili; vini bianchi
freschi, dolci e abboccati (es.: Moscato spumante,
Cartizze spumante)
Gelato Nessun vino
Frutta Se non preceduta dal dolce: vini bianchi e rosati,
amabili, delicatamente dolci. Diversamente: vini liquorosi
dolci. Gli agrumi rifiutano qualsiasi vino.
-Non è ammesso astenersi dal brindisi. Tanto vale anche
per gli astemi.
Brindisi non deriva dalla città pugliese, ma da una
espressione tedesca di augurio: "bring dir's"
con il significato di io porgo a te (il boccale di birra o
il bicchiere di vino). Ma stranamente il vocabolo è
giunto a noi da altre vie: attraverso lo spagnolo brindis.
Dal brindisi in onore di persone non è ammesso astenersi.
Tanto vale anche per gli astemi i quali possono limitarsi
a sfiorare il bicchiere con le labbra.
Nei pranzi ufficiali tutti si alzano per il brindisi, ma
senza toccare i bicchieri. Diversamente, nei pranzi
privati, se il numero dei convitati non supera la ventina,
è anche possibile rimanere seduti. In ogni caso gli
ospiti si adeguano ai "segnali" che partono
dall'anfitrione.
Il meccanismo è già spiegato nel volume "Come si
vive nella buona società", del 1895:
"Per brindisi, se trattasi di pranzi ufficiali,
bisogna alzarsi in piedi. Non è di buon genere il tocco
dei bicchieri. Per fare un brindisi si alza il bicchiere
fissando la persona a cui si vuol brindare e che se ne sarà
accorta, quindi lo si abbassa, vi si appressano le labbra
e si beve qualche sorso, guardando sempre quella
persona.Ciò facendo si resta seduti se il pranzo è
privato, oppure se il brindisi è fatto da persona a
persona in modo affatto incidentale e particolare. Ma ci
si alza tutti in piedi quando si tratta d'un pranzo
d'importanza".
Ma non tutti possono proporre il brindisi. Per i
giovanotti del 1897, ad esempio, l'assenso preventivo
doveva venire dal capo famiglia:
"Un giovanotto può a tavola, in una festa di
famiglia, fare un brindisi alla persona festeggiata, anche
se questi è un ospite; è un diritto che spetta al capo
della casa, ma egli, fatto un cenno al padre, si alza in
piedi, prende il bicchiere ricolmo e volgendosi all'eroe
della gaia cerimonia, dice le sacramentali parole: bevo
alla salute, alla felicità, al successo, alla promozione,
ecc., di…"
-Liquori prima, acquavite dopo il caffé, sempre in
minutissimi sorsi.
I liquori si servono immediatamente prima del caffè.
Sempre sorseggiando in minutissimi sorsi, mai
reangugiando. Dopo il caffè, eventualmente si serve
l'acquavite.
I liquori vanno serviti freddi, in bicchieri pure freddi.
Diversamente dalle acquaviti che vanno in bicchieri a
temperatura ambiente.
In quanto all'utilizzo dei bicchieri, meglio piccoli, mai
colorati, né in metallo o legno.
-Delicato trasferimento da una bottiglia originale ad una
caraffa.
In francese décanter, è l'operazione che sottopone il
vino a decantazione, ovvero a trasferire il vino dalla sua
bottiglia originale ad una caraffa o altro contenitore,
con l'accortezza di non trasferire anche eventuali
sedimentazioni naturali del vino stesso.
Generalmente l'operazione, molto delicata, si effettua con
l'utilizzo di una candela posta sotto la bottiglia
inclinata durante il trasferimento nella caraffa.
SERVIRE I CONTORNI
Quali sono le regole per servire i contorni?
Dipende dal tipo di servizio. Nel caso del ristorante può
essere alla francese (il cliente si serve lui stesso dal
piatto di portata), all'inglese (il cameriere serve dal
piatto di portata alla sinistra del cliente), al guéridon
(il cameriere predispone il piatto), sul piatto (pietanze
disposte già in cucina) e self-service. La disposizione
sul piatto è condizionata dal buon gusto, dall'intento di
rendere stuzzicante il piatto. In linea generale la carne,
o il pesce, si posizionano nella parte bassa del piatto. I
contorni, conseguentemente, nella parte alta del piatto.
Posso ancora aggiungere che maionese e mostarda si mettono
su un lato del piatto, non sulla vivanda, mentre il sugo
si mette direttamente sulla carne. Come il succo del
limone va direttamente sul pesce.
SERVIRE A TAVOLA
Un cameriere "impeccabile" serve le
portate alla sinistra dell'invitato, e fin qui ci siamo.
Ma il vassoio con quale mano va tenuto? E' vero che
dovrebbe sempre essere tenuto con la mano sinistra in
quanto la mano destra deve sempre essere libera?
Cinque i modi di servizio applicati internazionalmente. Se
escludiamo il servizio self-service, sul piatto e al guéridon,
per restare al suo quesito rimangono il servizio
all'inglese e il servizio alla francese. In entrambi i
casi il servizio è alla sinistra del cliente. Le portate
poggiano sull'avambraccio sinistro del cameriere. la
differenza tra i due sistemi consiste nel fatto che nel
servizio all'inglese è il cameriere stesso che serve il
cliente utilizzando le posate a mo' di pinza. Mentre con
il servizio alla francese è il cliente stesso che si
serve dal piatto di portata proposto dal cameriere.
ANTIPASTI o PIATTI DI ENTRATA
Sono la stessa cosa. O meglio: se per antipasti intendiamo
il tipico antipasto all'italiana, che abbonda
prevalentemente in salumi e sott'aceti, i piatti d'entrata
si propongono con stuzzichini vari, spesso molto
originali.
COLTELLO DA PESCE
In una tavola ben apparecchiata, dove va posto il coltello
da pesce? (Yaniris)
Alla destra, come il coltello "normale".
Naturalmente in posizione più esterna in quanto il pesce,
eventualmente, precede la carne.
BOTTIGLIA O BOTTIGLIE?
Mi hanno detto che non risponderebbe al galateo
portare, se invitati a cena, una sola bottiglia di vino,
essendo più consono al bon ton presentarsi con almeno due
bottiglie. (Alessandro)
Due per chi vuol strafare, distinguersi. Ma per il galateo
non ci si deve distinguere per "grandiosità".
Quindi: una sola bottiglia, di ottima qualità, senza
aspettarsi che la stessa venga stappata durante la serata.
TENERE IL BICCHIERE
Quando bevo lo spumante dal flut, impugno sempre il gambo
del bicchiere; è giusto? (Carla)
Giustissimo. Non è certo questione di snobismo, ma di
mantenimento della temperatura del vino (fresco) il più a
lungo possibile.
BUON APPETITO!
Sul buon appetito la controversia è aperta. Tutto è nato
quando è arrivata la forchetta, quindi il distacco
formale dal cibo. Almeno per la nobiltà. Le consiglio di
giocare di rimessa, rispondendo buon appetito quando lo
hanno detto gli altri.
IL TOVAGLIOLO
Tra una portata e l'altra, poggiare il tovagliolo sulla
tavola per averlo a disposizione mentre si beve e si
conversa.
Seduti a tavola il tovagliolo va aperto e appoggiato sulle
ginocchia. Serve unicamente per forbire la bocca prima di
bere e dopo aver bevuto. Nell'intervallo lo si può
appoggiare sulla sinistra.
IN ORARIO O ANTIORARIO
Quale deve essere il senso di rotazione della forchetta
nell'arrotolare la pasta lunga, orario o antiorario?
Non è stato mai stabilito un senso orario o antiorario.
Non si ruota puntandola nel piatto, ma tenendola
leggermente inclinata quasi orizzontale.
ANTIPASTI
Gli antipasti devono essere consumati con la forchetta,
mentre il coltello dovrà essere usato solo come appoggio.
Fanno eccezione le sardine, i salumi e il pesce, per
"loro"il coltello e la forchetta sono la coppia
ideale.
I paté si mangiano con la sola forchetta.
Il melone richiede il cucchiaio se intero o tagliato a metà,
mentre se a fette il coltello e la forchetta.
Ricordiamo che una varietà di antipasti si serve
rispettando una precisa sequenza: salumi, verdure crude e
pesce.
ACQUA
Se c'è una bevanda che non dovrà davvero mai mancare è
proprio l'acqua che, sulla tavola, dovrà essere sempre
presente in quantità e non dovrà mai venire mischiata al
vino!
APPARECCHIARE
Avete un pranzo oppure una cena importante? Allora sarà
necessario disporre la tavola nel migliore dei
modi…basterà un po' di pazienza:
- il sottopiatto non dovrà mai essere tolto;
- a destra dei piatti: il coltello con la lama rivolta
verso l'interno e il cucchiaio;
- a sinistra dei piatti: una o due forchette e il
tovagliolo piegato a rettangolo o a triangolo;
- in alto, sopra il piatto: le posate da dessert (manico
della forchettina a sinistra, il coltellino o il
cucchiaino con l'impugnatura a destra;
- sopra le posate di destra: i bicchieri fino ad un
massimo di quattro, con questo ordine partendo da
sinistra: per l'acqua il bicchiere grande, per il vino
quello medio, sopra, l'eventuale bicchiere per il dessert
o lo spumante;
- sopra le posate di sinistra: il piattino per il pane;
- eventuali segnaposti, dietro le posate da dessert.
BACINELLA
Se il menù prevede l'uso delle mani, per esempio per
mangiare crostini, supplì o olive ascolane, o alimenti
con particolari odori come pesce o pollo è bene fornire
la tavola di bacinelle lavadita nelle quali sia stata
messa una fettina di limone.
Non dimenticare di porre sul piattino su cui poggia la
bacinella anche un tovagliolino.
BICCHIERI
La forma dei bicchieri varia a seconda del tipo di vino:
- per i vini novelli ed i bianchi i bicchieri devono
essere a calice con stelo lungo
- per i vini con un forte aroma i bicchieri dovranno
essere a calice ma panciuti
- per il cognàc sarà necessario il tradizionale
bicchiere a pancia tonda (ballon)
La disposizione dei bicchieri può essere informale oppure
adeguarsi alle regole: da sinistra a destra vanno posti il
bicchiere grande da acqua, il medio da vino rosso, il
piccolo da vino bianco,tutti davanti al coltello, quindi
alla destra del piatto.
BUFFET
Visto che il buffet prevede che gli ospiti mangino in
piedi è necessario che i cibi abbiano una facile
manipolazione, evitare dunque le enormi tartine o i
tramezzini troppo farciti.
Tutti dovranno avere facile accesso al tavolo imbandito,
mentre i piatti da servizio vuoti andranno prontamente
sostituiti. Nel caso in cui, invece, si tratti di un
buffet informale sarà possibile usare piatti e posate
"usa e getta". Anche se il buffet va consumato
in piedi è bene non far comunque mai mancare alcune sedie
e tavolini per le persone anziane o per chi,
semplicemente, preferisce sedersi.
CAFFE'
Sarà la padrona di casa ad offrire il caffè, anche due
volte se necessario; dopo aver chiesto all'ospite quanto,
e se, lo desideri addolcito, aggiunge lo zucchero e porge
la tazzina.
Lo zucchero si mescola muovendo il cucchiaino dall'alto in
basso, e viceversa mentre la tazzina si tiene con il
pollice e l'indice, mentre l'altra mano sorregge il
piattino.
Attenzione:è un errore gravissimo alzare il mignolo
mentre si sorseggia una qualsiasi bevanda..
DESSERT
Questo pasto rappresenta l'ultima parte del pranzo o della
cena (infatti la parola "dessert" viene dal
francese desservir che significa "sparecchiare")
e raggruppa, nell'ordine: formaggio, dolce, frutta.
Per il gelato e le creme si utilizza il cucchiaio; i
pasticcini si prendono dal vassoio, unitamente al
cartoccio di carta pieghettata che generalmente li
accompagna.
Ricordatevi: l'invitato non porta il dessert, salvo che
non l'abbia preannunciato al momento dell'invito.
FORMAGGI
Il formaggio è un'unica portata, quindi la
quantità offerta dovrà essere abbastanza abbondante. Per
i formaggi duri si userà il coltello e la forchetta
mentre per quelli molli il solo coltello se spalmati su
bocconi di pane.
FRUTTA
- Banana: tenendola con la mano sinistra, la si
sbuccia passando il coltello per tutta la sua lunghezza.
Poi, con entrambe le posate, si fanno i pezzetti da
portare alla bocca con la forchetta.
- uva: servita in piccoli grappoli, si tiene con la mano
sinistra mentre la destra stacca gli acini
- cachi: andranno mangiati con il cucchiaino, e se la
padrona di casa vuole evitare difficili operazioni ai suoi
ospiti potrà servirli in coppette individuali, già
sbucciati e ridotti in crema.
- ciliege e amarene: si mangiano tenendole per il
picciolo, mentre il nocciolo si deposita sul bordo del
piatto
- cocomero: dopo aver liberato la nostra fetta di cocomero
dai suoi semini, utilizzando il coltello, potremo
tagliarlo a pezzetti e mangiarlo con forchetta e coltello
- fichi: tenendoli con la forchetta si tagliano in 4
spicchi, si usa il coltello per staccare la polpa che si
porta alla bocca con la forchetta
- fragole e lamponi: serviti con il picciolo, si portano
alla bocca con la mano.
INVITI
L'invito deve giungere agli ospiti almeno una
settimana prima, se è un invito in là nel tempo allora
sarà necessaria una "rinfrescata" con un
biglietto, restando sempre nell'informalità. Ormai si è
diffusa l'abitudine di invitare a voce, per telefono ma
spesso si cade nell'eccesso facendo inviti vaghi, i vostri
inviti, quindi dovranno essere precisi, chiari e senza
insistenza.
OLIVE
Se l'oliva è piccola si mette in bocca intera,
mentre il nocciolo, deposto nel palmo della mano si lascerà
nel portacenere o nel piattino.
Se l'oliva è grande si mangerà a piccoli morsi,
tenendola tra due dita
Se siamo a tavola andrà presa sempre con la forchetta,
come pure il nocciolo che dalla forchetta sarà
accompagnato al bordo del piatto.
POSTI A TAVOLA
Potrete indicare con cartellini appositamente
creati, magari da voi, il posto del vostro ospite, solo
nei pranzi formali si indicano i titoli delle persone.
L'ospite più importante va alla destra dei padroni di
casa che siedono a capotavola e di fronte, non dimenticate
l'alternanza uomo-donna.
Nei pranzi di famiglia se sono presenti i quattro suoceri,
il padrone di casa ha alla destra la suocera, alla
sinistra la madre. La padrona di casa, alla destra il
suocero, alla sinistra il padre.
Gli stranieri trovano posto a fianco di persone che
parlano la loro lingua, facilitando in questo modo il loro
inserimento nella conversazione. >> torna su
STUZZICADENTI
Mettere gli stuzzicadenti in tavola è come
metterci il filo interdentale! Niente di più sbagliato.
Chi ne avesse proprio bisogno potrà farlo nella toilette.
In tal caso chi ha invitato i suoi ospiti farà cosa
gradita se gli ospiti potranno trovare in bagno
spazzolini, magari usa e getta.
TOVAGLIOLO
Il tovagliolo andrà sempre piegato in modo
semplice, e si troverà alla sinistra del piatto o sopra
di esso. Una volta seduti a tavola il tovagliolo va aperto
e appoggiato sulle ginocchia. Mentre a fine pranzo il
tovagliolo, senza ripiegarlo, si lascerà alla sinistra
del piatto.
ZUCCHERO
Non si mette mai lo zucchero in una tazzina
ancora vuota, lo si passa, invece, al momento del caffè o
del tè. Se manca la pinzetta, le zollette di zucchero si
prendono con due dita.
NOZIONI DI GALTEO A TAVOLA
Per tutte le portate vanno utilizzati piatti di
servizio.
Si porge il vassoio di portata da sinistra, tenendolo
leggermente sollevato.
I piatti si tolgono da destra (un ospite alla volta), e si
sostituiscono da sinistra con piatti nuovi e posate
adatte.
Le posate sporche si ritirano sul piatto sporco, mentre
quelle pulite devono essere portate sino al tavolo su un
piatto e poi posate sul tavolo: coltello e cucchiaio da
minestra sulla destra e forchetta sulla sinistra.
Si comincia dalla signora più importante, e si serve per
ultima la padrona di casa.
Si prosegue con il signore più importante, e si serve per
ultimo il padrone di casa.
Tra amici è pratico far passare la pietanza da uno
all'altro, senza troppe formalità.
II cibo deve essere suddiviso in piccole porzioni, se
possibile, in modo che l'ospite si possa servire
facilmente.
Si possono servire due volte gli antipasti, i secondi,
molti primi, ma mai il consommé, la minestra, il
formaggio e la frutta.
L'acqua va servita all'inizio, anche prima che gli ospiti
si siedano, riempiendo i bicchieri non oltre la metà.
II vino invece va servito di volta in volta (meglio se
direttamente dal padrone di casa) e il bicchiere non va
mai riempito oltre la metà.
Se cambiate vino, occorre cambiare bicchiere.
II vino rosso va aperto in anticipo e versato in una
caraffa.
Vino e acqua si servono da destra.
I vini vanno serviti in quest'ordine: bianchi leggeri,
rossi leggeri, rossi pesanti.
Il caffè e i liquori si servono di solito non a tavola,
ma in salotto.
I vini da dessert si servono a tavola.
II pane è più indicato di piccolo formato, per non
doverlo tagliare prima di servirlo. Si prende dal cestino
con l'apposita pinza appoggiandolo sul piattino da pane
(in alto a sinistra rispetto al piatto); in mancanza dei
piattini si mette sulla tovaglia.
Se alternate antipasti freddi e caldi, questi ultimi vanno
serviti per primi.
Brodo, zuppe o creme si servono già versati nelle
apposite tazze o nel piatto fondo e non si offrono mai una
seconda volta.
La pasta asciutta si serve su grandi piatti di portata e
può essere servita una seconda volta.
II pesce va presentato intero, pulito e diviso solo dopo.
Arrosti e brasati vanno offerti già tagliati o divisi in
pezzi.
L'insalata deve essere servita in un piatto messo a
sinistra del commensale prima della pietanza che
accompagna e, quando arriva sul tavolo, deve essere
condita.
L'insalata va condita in un recipiente non metallico:
l'aceto e il limone, infatti, a contatto con il metallo
possono dare al cibo un cattivo sapore.
I contorni caldi vanno sistemati a decorazione del
secondo.
Gli sformati di verdure vanno serviti a parte.
Se offrite due secondi (pesce e carne), intervallateli con
un sorbetto al limone in coppette.
I formaggi (almeno 4 tipi) vanno tolti dal frigo un'ora
prima, liberati dagli involucri e disposti sull'apposito
piatto o su un tagliere.
Prima del dolce, il pane avanzato va tolto e le briciole
spazzate via con la speciale spazzola o con una paletta
d'argento.
Dolci e gelati vanno serviti subito dopo il formaggio e
prima della frutta.
Le torte vanno presentate intere, poi tagliate a piccole
fette. La piccola pasticceria si porge su un vassoio al
momento in cui si servono vini da dessert, caffè e
liquori.
CONSIGLI UTILI
Evitate cibi troppo robusti o speziati.
Non servite due salse nello stesso pasto a meno che non
abbiano sapore e colore molto diversi.
Se il piatto principale è particolarmente sostanzioso, è
consigliabile preparare un dolce leggero.
Evitate di servire porzioni già pronte.
POSTI A TAVOLA
L'assegnazione dei posti:
ad un pranzo l'assegnazione dei posti puo' indicarsi con
cartellini che riportano i nomi dei commensali (se si e'
in piu' di otto).
Solo nei pranzi formali si indicano i titoli delle
persone.
I padroni di casa siedono a capotavola e di fronte, quando
il numero degli ospiti consente di trovare posto ad
un'unica tavola.
Alla loro destra l'ospite piu' importante e di maggior
riguardo, non dimenticando l'alternanza uomo-donna tra
tutti i commensali.
Il padrone di casa avra' alla destra la signora piu'
importante e alla sinistra un'altra signora;
la padrona di casa: alla destra l'uomo piu' importante,
alla sinistra un altro ospite.
Inoltre "lei" siede dirimpetto alla porta
d'ingresso della sala.
Se questa disposizione non fosse possibile (ad esempio nel
caso di un tavolo rettangolare con otto persone) la
padrona di casa siede a capotavola, avendo di fronte
l'invitato piu' importante.
Regola primaria da seguire e' l'alternanza uomo-donna.
Nei pranzi di famiglia, presenti i quattro suoceri, il
padrone di casa ha alla destra la suocera, alla sinistra
la madre. La padrona di casa: alla destra il suocero, alla
sinistra il padre.
Una coppia invita un'altra coppia: le due signore, una di
fronte all'altra.
La padrona di casa avra' alla sua destra l'invitato, alla
sinistra il marito.
Se la tavola e' rettangolare: la padrona di casa e
l'invitato siedono dallo stesso lato (lui alla destra di
lei), il padrone e l'invitata sull'altro lato (lei alla
destra di lui).
Una coppia invita una persona sola: se donna siede alla
destra del padrone di casa; se uomo, alla destra della
padrona.
Le signore divise dai rispettivi mariti.
Egualmente divisi i grandi amici e i colleghi di lavoro.
Gli stranieri trovano posto a fianco di persone che
parlano la loro lingua, facilitando in questo modo il loro
inserimento nella conversazione.
Persone con interessi comuni vanno disposte in
prossimita', favorendo in questo modo la loro
conversazione.
Posti d'onore sono quelli alla destra del padrone e della
padrona di casa.
APERITIVO:
L'aperitivo va servito in continuazione, senza
attendere la presenza di tutti gli ospiti.
Serve per riempire questo spazio.
Lo stimolo dell'aperitivo non viene dalla gradazione
alcolica, ma dalle sostanze amare e aromatizzanti.
SERVIRE A TAVOLA
I piatti da portata si ricevono da sinistra,
cominciando dalla persona di maggior riguardo.
Si continua servendo tutte le signore fino alla padrona di
casa (che si trova al lato opposto del marito).
Quindi, nell'ordine: l'uomo alla destra della padrona di
casa, tutti gli uomini, il padrone di casa.
Il vino si serve dopo il primo giro di antipasti, mescendo
non oltre la meta' del bicchiere (dipende dal tipo di vino
a dalla linea del bicchiere).
Con il cambio del tipo di vino anche il bicchiere va
sostituito.
Prima di servire il dessert e' consigliabile togliere i
bicchieri superflui.
I piatti si sostituiscono ad ogni cambio di portata, ma
solo quando tutti i commensali avranno terminato.
Il piatto da sostituire, e l'eventuale piatto piano su cui
questo appoggia, va tolto da destra, lasciando sulla
tovaglia il sottopiatto.
Il nuovo piatto, tiepido se la pietanza che segue e'
calda, si mette sul sottopiatto da sinistra.
Si servono una sola volta: il brodo in tazza, la minestra,
il formaggio, la frutta.
La pietanza va servita due volte: al primo giro i
commensali si servono in modo contenuto, proprio per poter
accettare il secondo passaggio, evitando in tal modo di
lasciare che a tavola ci sia una sola persona a farlo.
Il pane sistemato nell'apposito piattino (in alto, a
sinistra) si rimpiazza prontamente prendendolo dal
cestino, utilizzando le pinze o, in mancanza, il cucchiaio
e la forchetta.
Prima del dessert il piattino del pane va tolto dalla
tavola e spazzolate le eventuali briciole.
Caffe', liquori, bibite e dolcetti si servono in salotto.
Il caffe' va portato in salotto e impegno della padrona di
casa e' quello di versarlo nelle tazzine, chiedendo ad
ogni ospite quanto lo desideri zuccherato.
Il padrone di casa si occupa dell'offerta dei liquori o
delle bibite, mentre la padrona di casa serve i
cioccolatini o i dolcetti.
CHI ENTRA PER PRIMO AL RISTORANTE / DOVE SIETE
LA SIGNORA.
Se la porta è chiusa, la persona che invita
precede gli ospiti, fermandosi poi sulla soglia. Di fronte
ad un ingresso aperto e con personale di servizio sulla
soglia, la persona che invita lascia il passo
all'invitato. L'uomo precede la donna entrando in un
ristorante. É sempre la persona che invita, uomo o donna,
che si rivolge al maître, segnalando la richiesta o la
prenotazione del tavolo. Il cameriere precede la signora,
o le signore, alla tavola predisposta; gli uomini seguono,
aspettando in piedi fin tanto ché tutte le signore non si
siano accomodate.
La donna siede nel posto migliore, generalmente quello che
'domina' la sala. Per 'dominare' e per essere ammirata,
dai presenti e dal partner.
In compagnia, riconoscendo ad un tavolo dei conoscenti,
passando si salutano solo con un cenno. Sostando,
trattandosi di conoscenze comuni, gli uomini di quella
tavola si alzano; le signore ne sono ovviamente
dispensate.
La lista viene proposta dal cameriere, con precedenza alle
signore, ma sarà l'anfitrione a precisare al cameriere le
scelte degli invitati. Questo vale per una tavola limitata
a poche persone. Diversamente, le richieste saranno
raccolte dal cameriere, direttamente dai commensali. La
presenza del cameriere si richiama con un cenno discreto.
Non a voce alta o con un fischio ( non state chiamando il
vostro cane), né battendo rumorosamente una posata sul
bicchiere.
CUCCHIAINO CAFFE'
volevo sapere se il caffè in un ristorante, va
servito con il cucchiaino a destra. A meno che il
cameriere già conosca le attitudini di un cliente
mancino.
Servire a tavola
piatti arrivano da sinistra e se "ne vanno"
da destra. Le bevande si servono da destra
Il vino si serve dopo il primo giro di antipasti, mescendo
non oltre la metà del bicchiere (dipende dal tipo di vino
a dalla linea del bicchiere). Prima di servire il dessert
sarebbe opportuno togliere i bicchieri superflui.
Il piatto da sostituire, e l'eventuale piatto piano su cui
questo appoggia, va tolto da destra, lasciando sulla
tovaglia il sottopiatto.
Il nuovo piatto, tiepido se la pietanza che segue è
calda, si mette sul sottopiatto da sinistra.
Caffè, liquori, bibite e dolcetti si servono in salotto.
Il caffè va portato in salotto dal domestico, quando c'è.
Ma impegno della padrona di casa è quello di versarlo
nelle tazzine, chiedendo ad ogni ospite quanto lo desideri
zuccherato. Il padrone di casa si occupa dell'offerta dei
liquori o delle bibite, mentre la padrona di casa serve i
cioccolatini o i dolcetti.
Ritardo a tavola
Il ritardo ad un pranzo va preannunciato con una
telefonata e senza addurre scuse non giustificanti. Il
traffico non è un imprevisto, un incidente stradale sì.
Il ritardo di un invitato non deve penalizzare gli altri
ospiti; non oltre i 30 minuti dall'orario fissato.
Masticare
Masticazione con la bocca chiusa e con bocconi limitati,
tali da non far intravedere il travagliato movimento
all'interno.
Mancini
La sinistra era considerata dai cristiani la mano del
diavolo. E ancora oggi gli arabi non utilizzano la
sinistra per mangiare. Per questo le regole di galateo non
hanno mai tenuto nella giusta considerazione le esigenze
dei mancini.
Importante è comunque comportarsi con grazia.
Fumare
Fumo a tavola decisamente proibito in quanto ostacola gli
aromi della mensa La concessione potrebbe venire dalla
padrona di casa, la quale dovrebbe così interpretare
l'accettazione degli altri convitati, ma solo al termine
del pranzo e possibilmente in uno spazio apposito.
L'alito della donna non dovrebbe odorare di fumo, come
quello di un uomo, perché verrebbe a mancare una delle
grazie più ineffabili della seduzione femminile.
Tavola: non…
Niente portacenere e stuzzicadenti. Una tavola
apparecchiata per un pranzo o una cena, non porta traccia
di portacenere e stuzzicadenti.
L'acqua minerale è nella sua bottiglia originale, l'acqua
di rubinetto nella caraffa.
Le sedie sono disposte in modo che tra ogni commensale ci
siano almeno 40 centimetri.
non sedersi prima della padrona di casa;
non iniziare un piatto prima della padrona di casa;
non appoggiare i gomiti sulla tavola;
non stare troppo discosti o troppo inclinati sul piatto;
non servirsi dal piatto di portata utilizzando la propria
forchetta;
non vuotare il bicchiere d'un sol sorso;
bevendo, non gettare all'indietro la testa; non tagliare
il pane con il coltello;
non soffiare sul cibo o su una bevanda troppo calda;
non richiedere il pane, il sale, gli stuzzicadenti
POSTI A SEDERE
La disposizione a tavola è dettata dalla
necessità di favorire i rapporti tra i commensali Coniugi
sempre divisi. Posti d'onore alla destra dei padroni di
casa. L'assegnazione dei posti ad un pranzo può indicarsi
con cartellini che riportano i nomi dei commensali. In
presenza di diversi tavoli, un tabellone posizionato
all'ingresso della sala da pranzo, indica la disposizione
dei commensali. Tabellone che non esclude il segnaposto.
Solo nei pranzi formali si indicano i titoli delle
persone.
I padroni di casa siedono a capotavola e di fronte, quando
il numero degli ospiti consente di trovare posto ad
un'unica tavola. Alla loro destra l'ospite più importante
e di maggior riguardo, non dimenticando l'alternanza
uomo-donna tra tutti i commensali. Il padrone di casa avrà
alla destra la signora più importante e alla sinistra
un'altra signora; la padrona di casa: alla destra l'uomo
più importante, alla sinistra un altro ospite. Le persone
di famiglia occupano i posti più lontani dai padroni di
casa. Inoltre "lei" siede dirimpetto alla porta
d'ingresso della sala. Se questa disposizione non fosse
possibile (ad esempio nel caso di un tavolo rettangolare
con otto persone) la padrona di casa siede a capotavola,
avendo di fronte l'invitato più importante. Regola
primaria da seguire è comunque l'alternanza uomo-donna.
Nei pranzi di famiglia, presenti i quattro suoceri, il
padrone di casa ha alla destra la suocera, alla sinistra
la madre. La padrona di casa: alla destra il suocero, alla
sinistra il padre.
E con stranieri a tavola? Trovano posto a fianco di
persone che parlano la loro lingua, facilitando in questo
modo il loro inserimento.
Altre avvertenze: le persone con interessi comuni vanno
disposte in prossimità, favorendo in questo modo la loro
conversazione.
I posti d'onore sono quelli alla destra del padrone e
della padrona di casa. In un matrimonio: a destra dello
sposo e della sposa.
POSA POSATE
Alla destra del piatto, il posa coltello
indirettamente avverte che le posate non verranno
sostituite dopo il primo piatto. Un accessorio che
evidentemente non si utilizza nei pranzi formali, dove le
posate vanno assolutamente sostituite dopo ogni portata.
LAVADITA CON…
La bacinella lavadita si porta in tavola solo :
per i polpastrelli delle dita che eventualmente si fossero
unti con il cibo.
Riempita d'acqua tiepida su cui naviga una fettina di
limone (in raffinata alternativa: petali di rosa o un
fiorellino), la bacinella si porta con un sottopiatto,
posizionandola alla sinistra del piatto e accompagnandola
con una salviettina.
APPARECCHIARE PER MOMENTI IMPORTANTI
Pranzi e cene importanti richiedono una
particolare attenzione, dimostrando con questo rispetto
nei confronti degli ospiti. Per i reali del Cinquecento
pochi oggetti su ricche tovaglie e si mangia con le mani.
I pranzi e le cene importanti richiedono:
l sottopiatto (che per tutta la durata del pranzo non verrà
mai tolto), il piatto piano, la fondina; alla destra dei
piatti: il coltello (con la lama rivolta verso l'interno)
e il cucchiaio; alla sinistra dei piatti: una o più
forchette (dipende dal menù) e il tovagliolo piegato nel
modo più semplice, a rettangolo o a triangolo; in alto,
sopra il piatto: le posate da dessert (manico della
forchettina a sinistra, il coltellino o il cucchiaino con
l'impugnatura a destra);
-sopra le posate di destra: i bicchieri fino ad un massimo
di quattro, con questo ordine partendo da sinistra: per
l'acqua (grande), per il vino rosso (medio), per il vino
bianco;
-più indietro, l'eventuale bicchiere per il dessert o lo
spumante;
VONGOLE COZZE
Molluschi marini non si servono nei pranzi
formali. Alla marinara, cioè cotte e presentate nel loro
guscio, non si servono nei pranzi formali. Crude possono
trovar posto sul piatto dei frutti di mare. Come le
ostriche, si staccano con la forchettina e si portano alla
bocca. Per gli scarti si prevedono dei piattini o un
piatto centrale.
UOVA
Per mangiare le uova non si utilizza il coltello.
L'uovo al piatto va servito in tavola nel tegamino di
cottura. Si immergono con la forchetta dei pezzetti di
pane che poi si portano alla bocca. L'uovo alla coque va
servito nell'apposito supporto. Con un cucchiaino si
spezza la cima del guscio (i pezzetti si tolgono con le
dita). Si mangia con il cucchiaino. Solo nell'intimità è
permesso inserire dei pezzetti di pane che si portano alla
bocca con il cucchiaino. Le uova fritte richiedono la
forchetta; se al prosciutto, la forchetta e coltello; se
strapazzate, il cucchiaino o la forchetta.
STUZZICHINI
Scopo primario dell'antipasto, come degli
stuzzichini, è di stimolare la secrezione gastrica.
Assolvono a questa funzione gli stuzzichini semplici
(acciughe, funghi, olive, prosciutto, ecc).
SELVAGGINA
Si mangia con il coltello e la forchetta, senza
portare ossa alla bocca, salvo nell'intimità e a
condizione di farlo con delicatezza e con una sola mano.
La selvaggina appartiene alla categoria delle carni nere.
Si presenta costituita da masse muscolari a struttura
compatta con mancanza pressoché assoluta di grasso
intermuscolare.
Data la maggior durezza delle fibre muscolari rispetto a
quelle degli animali domestici, la digeribilità è
subordinata ad un adeguato tempo di frollatura.
Le controindicazioni riguardano, per la scarsa digeribilità,
i bambini i dispeptici e le persone anziane; per al
rilevante presenza di sostanze estrattive, gli uricemici e
i gottosi.
Abbinamento dei vini:
rossi, profumati e di pieno corpo
VEGETARIANO
Il vegetariano invitato ad un pranzo si deve
preoccupare di segnalare il proprio convincimento e quindi
le proprie esigenze. In questo caso la padrona di casa può
prevedere un menù adatto.
RAFFREDDORE
Colpiti da raffreddore, meglio rinunciare ad ogni
invito. In pubblico il naso si soffia con discrezione.
Sopravvenendo questa necessità durante un pasto, meglio
appartarsi. Niente teatro o concerti con il raffreddore. A
tavola una persona raffreddata non ci vada se non in
grande intimità. Poi che a tavola non si dovrebbe
starnutire né soffiarsi il naso. Se però accadesse di
doversi servire del fazzoletto, lo si porti al naso
rapidamente, senza spiegarlo, senza voltarsi; e poi lo
intaschi subito.
PRANZO IN PIEDI
Si invita con un biglietto per memoria e con la
formula R.S.V.P. Piccole porzioni e senza coltello. Il
cibo è predisposto in piccole porzioni, o tali da potersi
tagliare con la sola forchetta. L'invito viene da un
bigliettino o da una telefonata, alla quale segue un
biglietto per memoria con la formula: R.S.V.P. Reponse
s'il vous plait. Formula che obbliga a dare una risposta.
PRANZO
Le varie fasi di un pranzo, dall'arrivo degli
ospiti, all'aperitivo, all'assegnazione dei posti, alle
possibilità di rifiutare certi cibi, alla conversazione.
Gli ospiti vengono ricevuti sulla soglia dell'ingresso dal
padrone di casa (o dal cameriere), il quale prende in
consegna eventuali cappotti, ombrelli, cappelli. Sulla
soglia del salotto la padrona di casa riceve gli ospiti e,
invitandoli a prendere posto, li presenta agli altri
invitati. Se non impegnato alla porta d'ingresso, il
marito si mette alla sua sinistra.
La puntualità va rispettata. I primi non arrivando oltre
l'orario previsto per l'inizio del pranzo; i secondi non
protraendo l'avvio del pranzo oltre i cinque minuti
dall'orario annunciato.
L'aperitivo, servito dal cameriere o dal padrone di casa,
non richiedendo la presenza di tutti gli invitati, va
servito in continuazione, già all'arrivo dei primi
ospiti. L'aperitivo ha la funzione di aprire la via del
tubo digerente. N
A tavola si avviano le signore, seguite dalla padrona di
casa e dagli uomini in ordine sparso. Nei pranzi formali
si va in "corteo": apre il padrone di casa che
porge il braccio destro alla signora più importante e che
siederà quindi alla sua destra; segue la padrona di casa
che prende il braccio dell'ospite di maggior riguardo, il
quale siederà alla sua destra; quindi gli altri a
seguire. Ogni cavaliere accompagna la sua dama alla sedia,
dove l'aiuta a sedersi. In piedi aspettano gli uomini
finché la padrona di casa non avrà preso posto.
L'assegnazione dei posti può essere indicata con dei
cartellini e, nel caso di numerosi tavoli, da un
cartellone posizionato all'ingresso.
Il menù che riporta la sequenza delle portate e dei vini
è d'obbligo nei pranzi importanti.
La dieta personale non deve mettere in difficoltà i
padroni di casa. O si declina l'invito o, diversamente, si
accettano le portate, prendendo eventualmente piccole
porzioni. Solo l'insalata e il vino si possono rifiutare.
Ogni piatto da portata è accompagnato dalla posateria
adatta per servire o servirsi. Ovvero: non si utilizzano
le posate personali.
Mancando il personale di servizio i commensali si aiutano
vicendevolmente versando il vino e passandosi i piatti da
portata (sempre verso destra).
La pietanza va proposta due volte. Ogni commensale si
serve poco al primo giro, proprio per accettare anche il
secondo passaggio, evitando in tal modo che a tavola ci
sia una sola persona a richiederlo. Se questo dovesse
accadere, i padroni di casa si preoccuperanno di tenere
compagnia all'ospite prendendo a loro volta un'altra
porzione. "Melius est deficere quam abundare",
quindi è opportuno dosare la propria dose di cibo, senza
lasciare grossi pezzi di cibo sul piatto, in quanto
potrebbe essere inteso come indice di non gradimento.
Si servono una sola volta: il brodo in tazza, la minestra,
il formaggio, la frutta.
Terminata la portata, in un pranzo familiare i commensali
aiutano la padrona di casa, passandole i piatti
utilizzati.
Un corpo estraneo trovato nel cibo non va esibito, ma bensì
accantonato senza che nessuno se ne accorga.
Conversazione pacata, non prevaricante, unicamente con le
persone sedute in prossimità, di fianco o di fronte. Non
si parla con la bocca piena. Trovandosi in questa
condizione quando si è interpellati, la risposta si darà
solo a deglutizione completata. Da qui l'accortezza di
predisporre piccoli bocconi.
Che fosse poco elegante allungarsi la cintura mentre si è
a tavola, lo scrissero già nel XIII secolo.
A pranzo concluso la padrona di casa, alzandosi, invita i
commensali a spostarsi in salotto o in un luogo adatto
dove prendere il caffè, bere un liquore, chiacchierare
agevolmente, fumare una sigaretta.
Il fumo a tavola è sempre proscritto in quanto annulla il
profumo che si sprigiona dai cibi a dai vini.
BICCHIERI
Sulla tavola da pranzo i bicchieri sono
posizionati leggermente a destra, rispetto al centro del
piatto. Indispensabili almeno due bicchieri: per l'acqua
(più grande) e per il vino, disposti con questo ordine
partendo da sinistra. E in questa posizione rimangono
anche quando viene versata la bevanda. Ovvero: non si
alzano per agevolare il servizio. Come limite massimo, in
tavola possono trovar posto quattro bicchieri. Partendo da
sinistra: per l'acqua (grande), per il vino rosso (medio),
per il vino bianco; dietro questo gruppo, il bicchiere per
il vino da dessert o per lo spumante.
I bicchieri che non servono vanno tolti prima del dessert.
Solo per i vini da dessert è consentito l'utilizzo di
vetri colorati. I bicchieri per il vino non vanno mai
riempiti, ma serviti poco oltre la metà e non oltre i due
terzi, in dipendenza anche del tipo di vino. Il desiderio
di non ricevere altro vino si esprime con un gesto
discreto, senza coprire con la mano il bicchiere. Si
sostituisce il bicchiere anche se il vino è dello stesso
colore di quello servito in precedenza, in quanto anche un
piccolo goccio potrebbe alterare il gusto. Esigenza
particolarmente sentita da chi apprezza il buon vino. I
bicchieri per i vini novelli (serviti freschi), sempre a
calice con stelo lungo: lì vanno poste le dita. I vini
che necessitano di sprigionare il loro aroma trovano
ospitalità in bicchieri più o meno panciuti, sempre a
calice.
Il cognàc servito nel tradizionale bicchiere a pancia
tonda (ballon) va scaldato con la palma della mano.
BUFFET
I cibi proposti nel buffet (pronuncia büfè)
devono possedere, quale caratteristica, la facile
manipolazione, in quanto alcuni ospiti potrebbero trovarsi
nella condizione di mangiucchiare in piedi. Tartine e
tramezzini devono assumere dimensioni tali da potersi
consumare in un solo boccone. La posizione del tavolo deve
risultare accessibile a tutti gli invitati.
I convitati già serviti si devono preoccupare di lasciare
lestamente il posto agli altri.
I piatti da servizio vuoti vanno prontamente sostituiti,
in quanto potrebbero suggerire l'impressione di cibo
razionato.Piatti e posate "usa e getta" sono
accettabili nei buffet più semplici, meno impegnativi.
Alla presentazione si risponde con un cenno del capo,
anche senza porgere la mano. In un buffet non ci si trova
sempre nella condizione ideale per ricevere o fare le
presentazioni: un bicchiere in una mano, un tartina
nell'altra e, magari, la bocca piena
COLTELLO
A destra del piatto, e con la lama rivolta
all'interno, il coltello non va portato alla bocca. L'uso
va pertanto limitato all'indispensabile. Il coltello
piccolo, da dessert, serve per sbucciare la frutta e,
eventualmente, per il formaggi.
CUCCHIAIO
Alla destra del piatto, con la parte concava
appoggiata alla tovaglia. Riempito a metà con un
movimento che parte dal bordo della tavola e va verso il
centro, il cucchiaio arriva alla bocca con la punta, senza
aspirazioni rumorose. Il cucchiaio di media misura serve
per il brodo, le vellutine in tazza, i dessert cremosi.
Terminato, non si lascia il cucchiaio nella tazza, ma bensì
sul piattino.
Il cucchiaino serve per mescolare lo zucchero nelle tazze
da tè o da caffè, con un movimento verticale, dall'alto
in basso e viceversa (non circolare).
Cucchiaio a palettina per gelati e sorbetti.
FORCHETTA
Posizionata alla sinistra del piatto, con la
parte concava appoggiata al tavolo, la forchetta si tiene
tra il pollice e l'indice, con le punte rivolte verso
l'alto. Quando opera in collaborazione con il coltello, si
impugna il manico, indice disteso, punte in giù. Nelle
pause si posa sul piatto (non sul bordo, né sulla
tovaglia), parallelamente alla tavola. È contrario
all'educazione impugnare con tutta la mano la forchetta o
il cucchiaio, come se si impegnasse un bastone; bisogna
sempre tenerli soltanto con le dita. La forchetta non si
utilizza per schiacciare il cibo, né per inforcare due
bocconi alla volta. La forchetta piccola si usa per la
frutta e per i dessert solidi. Forchetta a due punte, alla
destra del piatto, per togliere le lumache dal guscio e
per le ostriche.
GOMITI
A tavola, mentre si mangia, i gomiti non vanno
appoggiati. Sulla tavola si tengono solo le mani fino ai
polsi. Gomiti accostati al corpo anche quando si beve.
Diversamente potrebbe giustificarsi "l'accusa"
di alzare il gomito, ovvero: di eccedere nel bere.
"Non si dovrebbero tenere le mani sul piatto e
neppure appoggiarsi con i gomiti alla tavola, che è uso
proprio di gente malata o dei vecchi" . La mano
inoperosa si tiene sotto al tavolo.
GRISSINI
Se molto friabili, i grissini si portano alla
bocca interi, onde non produrre sbriciolamenti.
Diversamente, si può preventivamente rompere il pezzetto
da portare alla bocca.
OLIVE
Al bar l'oliva piccola si mette in bocca intera.
Il nocciolo, deposto nel palmo della mano chiuso a coppa,
si mette nel portacenere o nel piattino. L'oliva grande si
mangia a piccoli morsi, tenendola tra due dita e
depositando poi il nocciolo nel piattino. A tavola l'oliva
si prende con la forchetta. Anche il nocciolo, spolpato,
trova posto sulla forchetta che si preoccuperà di
depositarlo sul bordo del piatto
PANE
In tavola già tagliato. Appoggiato sull'apposito
piattino posizionato sopra le posate di sinistra, il pane
non va tagliato dal commensale, ma spezzato in bocconi da
portare direttamente alla bocca, mai rosicchiato o morso.
Mancando il piattino, la posizione del pane è sempre
sopra le posate di sinistra. La padrona di casa vigila
affinché a nessun commensale venga a mancare il pane.
Anche perché gli ospiti non lo possono richiedere. Il
pane e il relativo piattino si tolgono dalla tavola prima
della frutta e del dolce. Eventuali briciole sparse sulla
tovaglia verranno raccolte con la paletta e lo scopino
appositi. Il raccogli briciole, elettrico o meno, è da
escludersi nei pranzi in "punta di forchetta".
La mollica, se non gradita, va accantonata disponendola
sul piattino del pane, evitando di farne palline. Non si
intingono pezzi di pane nel vino o nella minestra. Si
posano sul pane i pâté e alcuni tipi di formaggio.
PASTASCIUTTA
La pastasciutta si mangia con la sola forchetta.
Anche le paste lunghe, come gli spaghetti, non si
tagliano, ma si arrotolano attorno alla forchetta, senza
l'aiuto del cucchiaio. Confrontati con una pastasciutta,
la forchetta non si ruota puntandola sul piatto, ma
tenendola leggermente inclinata, quasi orizzontale.
PESCE
Come secondo piatto il pesce precede sempre la
carne, anche in una grigliata. Tutti i pesci, con la sola
eccezione di quelli inscatolati, esigono le posate da
pesce. Indispensabili in un pranzo formale, in altre
occasioni il pesce si può mangiare utilizzando la sola
forchetta con l'eventuale aiuto di un pezzetto di pane.
"Mai il coltello! -
Crostacei e molluschi richiedono la forchetta.
Nei pranzi formali i crostacei sono serviti spolpati ed
eventualmente ricomposti nei loro gusci (le chele servono
unicamente da decorazione). I molluschi e le ostriche sono
disposti aperti sui piatti da portata, eventualmente su
ghiaccio tritato. L'aragosta, se servita intera, impone:
schiaccianoci per le pinze, la vaschetta lavadita e una
grande salvietta.
Le piccole aragoste si mangiano con le dita, come i
gamberetti.
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